venerdì 28 ottobre 2016

Cogitationes_l'arte del linguaggio


 "Un solo discorso riesce ad interessare e convincere un' infinità di gente 
   se è scritto con arte, 
   non si è pronunciato in base alla verità."

Cogitationes_l' arte della comunicazione umana






"Opinione il dolce, opinione l' amaro, opinione il caldo opinione il freddo, opinione il calore; verità gli atomi e il vuoto."  DK, 68 B9







Esistono due differenti teorie sull' origine del linguaggio umano.
La prima parla del linguaggio come innata e l' altra come abilità appresa:
ipotesi monogenetica oppure ipotesi poligenetica.
A sostegno della teoria dell' origine sociale del linguaggio, vi fu il caso clamoroso del "ragazzo selvaggio" scoperto in Francia che per i primi 12 anni di vita era vissuto allo stato brado, unicamente a contatto con gli animali.
Nonostante lo sforzo dello psicologo Jean Marc Gaspard (medico, pedagogista e educatore francese 1775-1838) e del suo equipe, il "selvaggio dell' Aveyron" non fu in grado di imparare, nul altro che qualche parola.
Il primo a dimostrare il linguaggio rappresenti una risorsa importante nello sviluppo intellettivo, visita la sua funzione mediatrice tra l' ambiente e l'essere umano, fu Ivan Pavlon (fisiologo, etologo e medico russo 1849-1936), effettuò lunghi studi ed esperimenti sulle percezioni e rappresentazioni mentali, oltre che sulle elaborazioni dei segnali, dai quali si formano i concetti.
Un' altro ricercatore importante, Jean Piaget (psicologo, biologo, pedagogista e filosofo svizzero 1896-1980), il quale sostenne la presenza di due fasi fondamentali dello sviluppo:
1) Il linguaggio egocentrico dai 0-6 anni, costituito da ecolalie e monologhi, animismo e attribuzione ai nomi degli oggetti.
2) Si espande nel linguaggio sociale.
Lo stretto legame fra ambiente (famiglia) e orientamento, influenzato dal ceto e dalla tipologia professionale, il tipo di linguaggio, forbito, ricco o povero e concreto sviluppato dagli individui.
I biologi evoluzionisti hanno avanzato una teoria, che darebbe un fondamento evolutivo alla predisposizione umana alla lingua, basandosi su due ben concetti:
1) Dei vantaggi evolutivi e quindi presuppone una naturale selezione della specie umana che era in grado di comunicare a scapito degli omidi precedenti.
2) Tendendo conto dei disturbi grammaticali che si riscontrano in alcuni individui siano di carattere ereditario; un fondamento genetico.

Vi sono inoltre differenze significative nei modi di esprimersi degli appartenenti alle diverse classi sociali.
Non è solo la pronuncia a imprimere alla lingua una marcatura di classe, ma il lessico usato è un indicatore altre tanto evidente.
Un' altra varietà della diversità linguistica risiede nel genere fra uomini e donne, possedendo spesso un lessico differente e compressione.
Un' altra differenziazione è quella del linguaggio urbano e quello contadino.
Molto sviluppato in epoca moderna è il linguaggio specialistico, di cui inevitabilmente acquista un linguaggio specialistico con un lungo periodo di addestramento.
La scuola è solo un' istituzione che si occupa della trasmissione di codice linguistici elaborati, la ricchezza semantica aumenta molto nettamente salendo la scala sociale.
Un' altra fonte di variazione della lingua stessa è quella ideologico, intenzionalmente modifica il senso delle parole rendendolo eventualmente più accettabile e nasconde quello spiacevole.

Sappiamo anche che il linguaggio di ogni individuo cambia registro a seconda dell' interlocutore o degli interlocutori che si ha di fronte.

Per esperienza sappiamo che è possibile incantare qualcuno con le parole, che esse possono fare molto male, possono ferire, oppure renderci felici, o essere usate per indurre le più diverse emozioni e per far nascere e spegnere sentimenti importanti, possono spingere a prendere una decisione diversa da quella che avremmo preso se non le avessimo ascoltate, guida all' azione e hanno conseguenze pratiche che possono risultare decisive.
E grazie a un dato falso discorso quanti sono quelli che oggi e un tempo ingannarono e furono ingannati!
Se infatti tutti avessero su tutto il ricordo del passato, consapevolezza del presente e previdenza del futuro, il medesimo discorso non ingannerebbe allo stesso modo.
Le parole persuade la mente, costringe l' animo che ha persuaso a credere alle parole e ad approvare le azioni.
Dunque, colui che persuase è nell' ingiustizia perché ha esercitato una costrizione, mentre colei che fu persuasa, in quanto costretta dalle parole, a torto vien diffamata.
La potenza della parola nei confronti della disposizione dell' animo si comporta in modo analogo alla incidenza dei farmaci sulla natura dei corpi. Come infatti alcuni medicinali eliminano dal corpo certi umori, altri fanno cessare la malattia, o ancora per altri la vita.
Così anche tra i discorsi gli uni arrecano dolore, altri gioia, gli uni infondono timori negli ascoltatori, altri coraggio.

Altri infine, con un malvagio potere di persuasione, avvelenano e incantano l' animo.








sabato 15 ottobre 2016

Cogitationes_il mio essere




            La natura è pura bellezza, la sua crudeltà è pura verità.